Oggi voglio scrivere un breve pezzo, ispirato da un recente articolo del mio blog di crescita personale preferito: Efficacemente.
E’ la storia di un regista che personalmente adoro, e le cui pellicole hanno fatto da sempre breccia dentro me, in particolare per la caratterizzazione dei personaggi e la tipica narrazione a flashback che ispira anche il mio modo di scrivere.
E’ la storia di Quentin Tarantino.
Non tutti sanno che Quentin Tarantino, il geniale regista che ha riscritto le regole del cinema, a 25 anni era solo un ragazzo del Tennessee.
Niente set, niente attori famosi. Solo scaffali pieni di VHS e clienti da consigliare in un videonoleggio di provincia.
Sognava il grande schermo, ma viveva in un piccolo appartamento condiviso con alcuni coetanei. Tutti ventenni con la testa piena di idee e sogni.
Tutti tranne uno: Steve.
Steve aveva da poco superato i trent’anni. Un traguardo che, anziché aprirgli nuove strade, sembrava averlo spento. Non era più lo stesso. Rabbioso,
cinico, deluso. Un uomo che aveva smesso di credere.
Quella trasformazione colpì Quentin nel profondo. Per la prima volta vide riflesso, nel futuro di un altro, il rischio che correva anche lui: diventare un trentenne senza sogni, incastrato in una vita che non gli apparteneva.
Fu allora che decise di agire.
Una notte del 1988, dopo aver abbassato la saracinesca del videonoleggio, Quentin si sedette alla sua scrivania.
Non per scrivere una sceneggiatura. Ma per affrontare sé stesso.
“C’è stata una notte in cui sono rimasto sveglio fino all’alba e, invece di trovare scuse, ho guardato tutto ciò che nella mia vita non funzionava.
Ogni fallimento, ogni abitudine sbagliata.
Niente alibi. Solo verità. Poi, nelle ultime due ore, quando il sole stava sorgendo, ho cambiato prospettiva.
Mi sono chiesto: Come posso cambiare tutto questo? E, invece di scrivere quei pensieri e dimenticarli il giorno dopo, ho iniziato a cambiare la mia vita in quel preciso momento.”

Quentin chiamerà questo rituale il suo “Death Test”.
Una resa dei conti notturna, lucida e spietata, che ha ripetuto più volte negli anni.
Ogni volta che la sua vita rischiava di deragliare.
Quella notte non girò un film. Girò la sua vita.
Oggi è uno dei registi più acclamati del cinema, ma molto è cominciato da lì, da una notte in cui non ha aspettato il momento giusto.
Lo ha creato.

Come dice Jules in Pulp Fiction:
“Come on. Let’s get into character.”
‘’Coraggio. Entriamo nei personaggi’’.
Che significa che dopo avere pianificato, bisogna anche agire.
Non ci si può limitare a scrivere la sceneggiatura, bisogna anche girare la pellicola.
Cambiare la storia, iniziando a recitare la parte del protagonista.









